Edizione 2015

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Una frescura di inizio settembre, che non ha impedito una ottima partecipazione di pubblico, ha accompagnato la magnifica serata di Corto e a capo che, tra calici di vino e cibo d’autore, ha visto ancora una volta i corti protagonisti a Venticano.

Organizzato dal Forum delle donne di Venticano, con il supporto del Comune e della Fondazione “Rachelina Ambrosini”, che ha messo a disposizione la sua struttura che con il  cortile e il giardino ha rappresentato una cornice meravigliosa per l’evento.

La serata è iniziata con la proiezione dei corti fuori concorso ed è poi continuata con i 12 cortometraggi sezionati per la finale che si sono contesi i premi della giuria tecnica (che ha premiato i tre migliori) e quello del pubblico, che su apposite schede ha votato i propri corti preferiti. la partecipazione è il coinvolgimento dei presenti è stata totale, sono stati i risultati delle votazioni.

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Premio al miglior cortometraggio:
Counsellor (Consulente) di Venetia Taylor (Sidney, Australia)
Di cui la giuria ha apprezzato l’originalità e la forza del tema, oltre che la maturità conferitagli dal linguaggio breve.

Secondo classificato:
Acabo De Tener Un Sueno di Javi Navarro (Valencia – Spagna)
Una storia emotiva che fa leva su un linguaggio pulito e la trovata di riproporre le due storie narrate in maniera visivamente speculare.

Terzo classificato:
L’impresa di Davide Labanti (Bologna)
Unico italiano premiato nella terzina, un film molto maturo, girato e interpretato con grande professionalità e con l’ambizione di poter essere un lungo.

Premio della giuria popolare a:
Acabo De Tener Un Sueno di Javi Navarro (Valencia – Spagna)

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La serata ha visto anche l’assegnazione del Premio speciale della Fondazione Rachelina Ambrosini al miglior corto sociale che il presidente Tommaso Ferri ha assegnato al corto:

Kandia di Jean Hamado Tiemtore (Lecce)

Una storia di integrazione sociale tra residenti e immigrati che fa riflettere, come ha sottolineato il Sindaco Luigi De Nisco, anche sulla analoga situazione vissuta in paese dove è stato necessario superare diverse barriere per favorire l’integrazione fra i rifugiati presenti e la popolazione residente.

Il corto inoltre, rispecchia molto le attitudini di disponibilità e apertura verso il prossimo che da sempre contraddistinguono la Fondazione che lo ha premiato, e che sono state sintetizzate in un video reportage sulle esperienze dell’ente in Africa, proiettato durante la serata.

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