Edizione 2017

L’edizione 2017 è partita a gennaio con la pubblicazione del bando e si è sviluppata attraverso 4 appuntamenti pubblici più una serie di attività collaterali con le scuole, con le associazioni e con altre realtà locali. Tutte le iniziative hanno avuto contenuti e modalità in linea con  il tema dell’edizione..

Tema scelto per l’edizione 2017 è stato “Io devo andare”, uno sguardo in immagini sul rapporto con la propria terra ma anche, più in generale, una riflessione su partenze, ripartenze e spirito di iniziativa che anima giovani e meno giovani, che spinge a partire, a ricominciare, a riscattarsi e a rimboccarsi le maniche.

Il bando è stato aperto per 4 mesi, tra l’invio effettuato online via email e i corti ricevuto via piattaforma web, abbiamo totalizzato più di mille iscrizioni, tra le quali molte opere prime e corti proiettati per la prima volta in Italia.

Dopo una prima selezione svolta da un apposito comitato di valutazione, le opere pre-selezionate sono state proiettate in un ambito ristretto con proiezioni organizzate all’interno della sala comunale, dove le stesse sono state selezionate dal comitato di selezione che ha raccolto di volta in volta anche le indicazioni, i commenti e i gusti del pubblico presente in sala.

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Sul tema dell’edizione, è stato sviluppato un laboratorio che ha coinvolto una serie di persone che non hanno mai avuto a che fare con il cinema prima di allora. La cosa che accomunava le persone coinvolte era il loro essere giovani emigranti che per realizzare il proprio sogno (o bisogno) lavorativo si sono spostati all’estero o nel nord Italia.

Con l’aiuto di personale esperto, i giovani sono stati indirizzati alla visione di filmati e all’acquisizione base di alcune tecniche visive che hanno poi utilizzato per riprendere (con il proprio cellulare o con piccole telecamere portatili) alcuni momenti simbolici della loro vita e della loro esperienza lavorativa all’estero.

Il tutto è stato montato con alcuni pezzi di raccordo all’interno di un documentario video “#IoDevoAndare” che è stato poi proiettato all’interno del festival. Un esperimento che riesce a suggerire un uso anche in campo artistico e documentaristi di strumenti quotidiani come lo smartphone o le handycam/action cam, con l’intento di avviare qualche riflessione sull’uso consapevole dell’immagine.

Doc-IoVadoVia

Dalle proiezioni premilinari e dalle scelte del comitato di selezione sono venuti fuori i finalisti che per la serata di premiazione sono stati affiancati da altre due proiezioni fuori concorso:

  • Summer camp for special children – L’abilità del cuore” un documentario realizzato dalla Comunità di Don Orione di Savignano Irpino che documenta l’interazione estiva tra bambini normodotati e bambini affetti da autismo.
  • #IoDevoAndare, documentario partecipato realizzato nell’ambito dell’omonimo laboratorio che il Festival ha messo in piedi durante i primi mesi dell’anno nel Comune di Venticano. Un esperienza in cui ognuno dei partecipanti si è raccontato attraverso semplici immagini della propria vita da emigrante, immagini che insieme hanno formato un documentario breve ma intenso, uno spaccato della nuova emigrazione venticanese.
  • I finalisti sono stati.
    • La Gamba di Salvatore Allocca (15’ – italia)
    • Da morire di Alfredo Mazzara (11’ – Italia)
    • War news di Hamid Borzooey (4’- Iran)
    • Salaa-StDenis2015 di Federica pacifico (10’ – Francia)
    • The waltz di Sanjiban Nath (9’ – India)
    • Volevamo fare u cinema di Niccolò Gentili (13’ – Italia)
    • Uomo in mare di Emanuele Palamara (15’ – Italia)
    • Poster di Fahad Ahmed (5’- Pakistan)
    • Cirilo di Rubén Sainz (13’ – Spagna)
    • Darrel di Marc Briones e Alan Carabntes (4’ – Spagna)
    • The box di Merve Cirisoglu Cotur (7’ – Regno Unito)
    • Lost face di Sean Meehan (14’ – Spagna)

Il premio come miglior film è andato al corto Lost Face di Sean Meehan, un corto coprodotto tra Canada e Australia, un gioiello di impeccabile stile e tecnica che racconta in immagini una novella di Jack London. Al secondo posto Uomo in mare di Emanuele Palamara, un corto campano, realizzato con un ottima regia e con il coinvolgimento di alcuni volti noti come Ciro D’Amore (Ciro Di Marzio in Gomorra), un’opera che parla della difficile vita dei collaboratori di giustizia, unico italiano premiato tra i primi tre. Il terzetto infatti si chiude con il premio all’indiano The waltz di Sanjiban Nath, una storia difficile addolcita dalle delicate note e dai movimenti di un valzer.

La giuria ha consegnato due menzioni speciali, la prima alla carriera artistica dell’attore Gianni Schicchi, protagonista di “Volevo fare u cinema” di Niccolò Gentili, la seconda al divertente Darrel per il miglior corto animato.

Le premiazioni si sono chiuse con il premio speciale per il sociale, a Poster (di Adeel Wali Raees), film pakistano sul lavoro minorile , e con il premio speciale “Io devo andare”, consegnato dall’attrice Monica Dugo a The Box (di Merve Cirisoglu Cotur), un delicato film Inglese sugli effetti devastanti del conflitto in Syria, soprattutto sui bambini.

Il premio della giuria popolare, come corto più votato dal pubblico, è andato a Da Morire di Alfredo Mazzara di che ha raccontato con toni grotteschi il momento che separa la vita e la morte, con un’ottima interpretazione di Maurizio Casagrande ed Ernesto Mahieux.

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A seguire, dall’autunno in poi, sono state realizzate le seguenti attività pubbliche:

 

  • Autumn days – Io devo scappare:

Un po’ per gioco, un po’ per riaffermare il potere che il cinema di genere ha sempre avuto in Italia, Corto e a capo ha proposto una rivisitazione in chiave horror del tema annuale #IoDevoAndare, attraverso una maratona notturna di film del terrore, tra classici, novità, qualche rarità e una piccola selezione dei cortometraggi a tema Horror presenti tra quelli iscritti.

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Abbiamo cercato di portare in provincia una forma di fruizione che in quelle zone non aveva mai attecchito: il drive in.

Durante gli anni in cui il Drive-in ha avuto un certo successo, in provincia questo tipo di attività, sia in forma stabile che in forma saltuaria, ha avuto pochissimo spazio e ancora meno fortuna. Convinti che la magia del drive in sia ancora viva, abbiamo portato in piazza la magia di un tempo, il cinema all’aperto fruito nello spazio limitato di una macchina e abbiamo abbinato a questa suggestione quella di halloween, creando un clima di sicuro effetto, tra dolcetti, scherzi, spazi bui e tanto horror.

La prima parte della serata l’abbiamo dedicata ai più piccoli proponendo sullo schermo piccoli racconti dell’orrore presentati dai personaggi da loro più amati (come Masha e Orso), il tutto tra un clima scherzoso, dolcetti a volontà e pop corn caldi per combattere il freddo della serata.

Dopo esserci congedati dai bambini, la notte è continuata con una serie di proiezioni di tipo horror legate alla nottata di halloween, tra le altre, sono state proiettate anche alcuni cortometraggi partecipanti al festival. La serata è proseguita tutta la notte con grande partecipazione del pubblico presente sempre in misura numerosa. Proiezione di punta della serata è stata “Train to busan”, horror coreano di grande successo, proveniente dalla mostra del cinema di Venezia che non ha mai avuto precedente distribuzione in sala

  • Happy ending – Fine dell’anno con Corto e a capo:

Corto e a capo durante il viaggio del 2017 ha incontrato diverse realtà con cui è entrato in contatto e ha sviluppato nuovi percorsi e nuove opportunità di sviluppo, tra queste c’è stato di sicuro l’Irpina Art Festival, un festival che ha come obiettivo quello di mettere in evidenza e valorizzare le realtà artistiche dell’Irpinia. L’incontro su queste tematiche con il Direttore Carmine Ioanna e con i suoi collabori e partners è stato immediato e ha dato vita ad un finale di stagione scintillante con un doppio appuntamento con il cinema il 26 e il 30 dicembre.

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Durante la prima data Corto e a capo ha salutato la fine dell’anno proiettando una selezione dei corti finalisti delle tre edizioni (in particolare di quelli premiati) e allestendo una mostra fotografica, in una serata dedicata al cinema e ai festeggiamenti, oltre che alla raccolta delle idee e delle possibili collaborazioni per il futuro. L’evento si è svolto nella splendida cornice del Carcere Borbonico di Montefusco (AV)

Durante l’evento, tra i vari spunti di riflssione messi sul piatto, di particolare importanza è stata l’idea di realizzare una proiezione di cortometraggi muti, musicati direttamente in sala dallo “d’Zic trio” (Carmine Ioanna,, Eric Capone, ,Wendlavim Zabsonoré). L’evento si è tenuto al teatro Adele Solimene di con grande partecipazione e commozione da parte del pubblico che ha potuto seguire le sonorità ispirate da storie di spostamenti, migrazioni e partenze.

 

  • Altre attività:

Tutte le manifestazioni di corto e a capo sono state testimoniate con brevi filmati e foto ma soprattutto Corto e a capo ha cercato di ricercare e dare vita a un processo di raccolta di immagini locali e realizzazioni video del territorio che possano servire come base per la creazione della Memory Room e che, attraverso l’esposizione della tematica trattata dal festival, possano diventare un piccolo museo che racconta la realtà locale attraverso immagini e video.

Corto e a capo ha collaborato con il Picentia Short Film Festival, sostenendo (insieme ad altri festival come il Giffoni Film Festival, l’Ariano Film Festival e) alla nascita di questo nuovo festival nella provincia di Salerno che già per il primo anno ha visto la partecipazione di ospiti e di corti internazionali