I premi

Miglior film: Exist di Peyam Shadniya

Motivazione: Immagini molto potenti, ottima fotografia, per una parabola semplice e amara sospesa tra rassegnazione e speranza.  In poco più di 4 minuti il regista racconta una storia di una madre che fa di tutto per mantenere in vita il figlio, e all’improvviso, sullo sfondo degli alti comignoli che sputano fuoco in cielo, si apre inaspettatamente una riflessione sul tema dell’ambiente e l’inquinamento: e se quei pesci fossimo noi?

 

Secondo classificato: Veneranda Augusta di Francesco Cannavà

Motivazione: Tema molto attuale, resa tecnica coerente con la gravità del tema sociale trattato, ben raccontato con uno stile asciutto da reportage giornalistico, che va a fondo su un tema molto conosciuto per l’Ilva di Taranto, ma poco affrontato per il centro Petrolchimico di Augusta. Tema che fa riflettere sull’inquinamento ambientale, il diritto alla salute ed alla cura. La partecipazione viva e non invasiva è esemplare.

 

Terzo classificato: Pipinara di Ludovico Di Martino

Motivazione: Un episodio forse anche troppo raccontato al cinema ma visto da una prospettiva audace, con un ottimo cambio di registro e una continua messa in discussione delle polarità dei personaggi. Messa in scena inventiva e curata nei minimi dettagli visivi e scenografici. Apprezzabile  l’autenticità espressiva dei personaggi.

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Premio Speciale Premio Se resto è perché va a

VENERANDA AUGUSTA di Francesco Cannavà

Motivazione: Chi resta non è avvolto in un pigro e inconsapevole stare fermi, chi resta non attendere muto e rassegnato. Si resta per scelta, per passione. Chi resta lotta con gli altri restanti per le piccole utopie quotidiane di cambiamento. Chi resta lotta anche per chi è andato via e lotta contro chi è restato senza anima, senza voglia di cambiamento. Sentirsi fuori luogo nel luogo in cui si è nato e restare per lottare è forse la scelta più difficile da fare. Veneranda Augusta narra tutto ciò e tutta la violenza che si sta perpetrato in molte zone del nostro paese (compresa l’Irpinia) in nome del profitto o di un semplice posto di lavoro.

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Premio 3C, in collaborazione con Slowfood: Slow Food ha bisogno di racconti che abbiano come protagonisti la terra e chi la lavora, il “campo” dove si coltiva il futuro, il modo in cui ci alimenteremo, le scelte che faremo nella dimensione politica e che orientano la produzione, la distribuzione e il consumo del cibo autentico. E ci crede talmente tanto da aver dato vita al progetto dei “Granai della Memoria”, un percorso scientifico e didattico il cui scopo è raccogliere le memorie del mondo attraverso un ricco archivio multimediale (www.granaidellamemoria.it). Cosa accade all’origine del percorso che termina nel piatto sulla nostra tavola? Con l’auspicio che tale percorso sia sempre più breve e meno sofisticato (cibo lento che resta nel suo luogo di origine come forma di resistenza biodiversa) , la Condotta di Avellino dedicherà un riconoscimento speciale a chi avrà voluto riportare al centro della scena questi temi. Maria Elena Napodano [Fiduciario Condotta Slow food Avellino]

Il premio 3C va a:

CLAY – A LOVE STORY di Anna Zagaglia

“Per aver riconosciuto alla produzione e alla distribuzione del cibo il ruolo autentico di veicolo d’amore e prova dell’immortalità dei sentimenti, un grazie speciale da parte di Slow Food Avellino va a Clay, con l’auspicio che manualità e artigianalità tornino ad essere sempre più apprezzate da chi vuole avvicinarsi alla cultura dell’alimentazione con rinnovata consapevolezza”.

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Premio Sociale

THE LAST EMBRACE di Saman Hosseinpour

Un film che richiama l’attenzione dello spettatore su un aspetto molto sottovalutato della modernità, l’invadenza della tecnologia che ci fa perdere di vista la mancanza della relazione con l’altro. Qualsiasi attenzione rivolta al sociale deve passare per forza di cose dalla prima relazione con l’altro e The last embrace ne sottolinea in maniera egregia la necessità.

 

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MENZIONI SPECIALI DELLA GIURIA

Miglior attrice: Violeta Orgaz (di Arrivare/llegar)

Miglior attore: Antonio Folletto (di L’Avenir)