Corto e a capo arriva alla sua sesta edizione e continua il suo viaggio per portare il cinema dove il cinema solitamente non è di casa, nelle periferie, nelle aree interne, in quelle zone dove spesso è difficile vedere immagini in movimenti oltre gli schermi dei propri telefonini o dei propri televisori. Inseguiamo il paradosso di rendere il cinema centrale grazie all’attenzione delle zone periferiche e di rendere la periferia centrale grazie alla forza delle immagini e del racconto cinematografico. Dalle aie alle piazze, dalle cantine alle terrazze, dai vecchi casali alle arene all’aperto, ogni luogo per noi diventa un posto buono per ospitare cinema, per raccontare storie, per mostrare volti, luoghi e realtà diverse da quelle che vediamo normalmente sugli schermi.

Il tema dell’edizione 2020 è Terra Mia! Creazione, conservazione e vita. “Fertile e creativa, nutriente e rigogliosa, la terra racchiude in sé sia le caratteristiche più poetiche di grembo accogliente e materno, che quelle più terrene di costanza, pazienza e forza”. Quella terra che, come il cinema, può essere al tempo stesso morte e rinascita, nutrimento e pericolo, noi speriamo che quest’anno possa diventare un posto fertile dove far (ri)nascere una speranza e un germoglio di pensiero.

Abbasseremo gli occhi (e gli obiettivi) al suolo per studiare la terra dove mettiamo i piedi ma li alzeremo per guardare il cielo e sentire l’aria, li ruoteremo alla ricerca di acqua e di fuoco. “La terra crea e conserva la vita evitando ogni spreco, consapevole che ad ogni estate seguirà l’inverno, nel ciclo delle stagioni, che è poi il ciclo della vita. Sarà un viaggio tra la bellezza e i tormenti, tra le paure e le attese ma sarà una presa di visione necessaria verso quello che spesso trascuriamo e maltrattiamo.