Mario Puzo Film Festival/Corto e a capo – Il festival del cinema nelle aree interne – Edizione 2026
Per il dodicesimo anno consecutivo, il festival Corto e a capo/Premio Mario Puzo continua il suo viaggio per portare il cinema dove il cinema solitamente non è di casa, nelle periferie, nelle aree interne, in quelle zone dove spesso è difficile vedere immagini in movimento oltre gli schermi dei propri telefonini o dei propri televisori. Inseguiamo il paradosso di rendere il cinema centrale grazie all’attenzione delle zone periferiche e di rendere la periferia centrale grazie alla forza delle immagini e del racconto cinematografico. Dalle aie alle piazze, dalle cantine alle terrazze, dai vecchi casali alle arene all’aperto, ogni luogo per noi diventa un posto buono per ospitare cinema, per raccontare storie, per mostrare volti, luoghi e realtà lontane e vicine a chi guarda.

INVERSIONE DI TENDENZA. Strategie per opporsi ad un cronicizzato declino è il tema di questa edizione, esso ci racconterà come in quelle aree che le stesse istituzioni vedono come destinate ad un inesorabile declino, non si cerca solo un dignitoso invecchiamento ma esistono sguardi e percorsi di speranza, progetti di vita e sociali ambiziosi e all’avanguardia. Punteremo le nostre telecamere su quel fiore nel deserto, su quel fiocco da neonato che splende su un portone di in un paese spopolato, su quelle idee e quei progetti che rendono unica, moderna e desiderabile anche la vita in periferia.
Ci serviremo come sempre del cinema che da tempo immemore racconta di rivincite e rinascite, di finali imprevisti e imprevedibili, quel cinema che lontano dai grossi centri ha sempre trovato grande fonte di ispirazione e di vita. Da ‘900 di Bertolucci (che quest’anno compie 50 anni) a Nuovo cinema paradiso, passando per il Gattopardo, Riso Amaro e Il Postino, il grande cinema italiano ha sempre raccontato la provincia, le sue peculiarità e la sua capacità di vivere i cambiamenti della storia da protagonista e spesso anche da motore propulsivo. In questi anni di cambiamento, di rigenerazione e di perdita di identità, le aree interne custodiscono ancora la forza, le peculiarità e la voglia per opporsi ad un destino triste e segnato e per indicare ancora una volta la giusta rotta.